Riti di fertilità
I riti di fertilità sono espressioni popolari che arrivano a noi come momento festivo, proprio perché la festa è l'espressione più diretta della vita quotidiana ed il ringraziamento una delle sue finalità.
I riti di fertilità si concretizzano attraverso manifestazioni differenti tutte finalizzate, però, a stabilire un contatto tra l'uomo ed il sovrannaturale. Nel corso dei secoli i doni di natura sono stati sostituiti anche con elementi simbolici quale può essere un semplice gesto naturale che l'attore riproduce nel momento della rappresentazione rituale.
In Campania i riti di ringraziamento si consumano da fine aprile con la costruzione della verga, (un palo alto dai 10 ai 15 metri abbellito con carta colorata) fino a settembre-ottobre con le sfilate di obelischi di paglia. Nell'arco di tempo che abbraccia questi mesi assistiamo a feste durante le quali vengono esposte macchine a punta come il mezzetto (costruzione in paglia portata sulla testa da donne maritate) o i gigli in cartapesta di Nola . Interessante non è tanto il materiale con cui è costruito l'oggetto, ma la sua linearità che, partendo dalla terra e diretta verso il cielo, crea quasi un ponte tra l' umano e il divino.
Se le guglie sono la linearità verticale, i solchi, che vengono tracciati per la Madonna, e le luci lineari del Casamale, sono le espressioni orizzontali in cui si cercano risposte terrene a quello che è il mistero della morte e della rinascita, segno evidente del ciclo umano.
Molti altri sono i riti di ringraziamento quali la costruzione di carri di paglia, le offerte in chicchi di grano, o i voti costruiti con spighe e portati sulla testa. Essi hanno origini remote, descritte anche nella Bibbia . Si pensi alla consuetudine di offrire a Dio i prodotti migliori della terra. Storicamente , l'uomo ha sempre cercato un contatto con Dio nella speranza di godere dei suoi favori. La festa ne è lo strumento più consolidato.